Soprattutto nel caso di infortuni stradali, si sente spesso parlare di danni macropermanenti e di danni micropermanenti. Di cosa si tratta? Come avviene il loro calcolo? Cerchiamo di fare insieme un po’ di chiarezza sulla questione.

I danni micropermanenti sono quelli considerati di lieve entità, che arrivano sino ad un massimo di 9 punti di invalidità, accertati dal medico legale e sempre suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo. Nel calcolo di queste lesioni entra in gioco soprattutto il danno biologico in sé, in quanto si tratta solitamente di lesioni piuttosto lievi che quindi non comportano una mancata capacità di produrre reddito e di portare avanti il proprio lavoro al meglio. Nel caso in cui un problema di questa tipologia invece fosse presente, è bene parlare con i propri avvocati, così che sia possibile ottenere un risarcimento adeguato al mancato reddito.

Si tratta di un calcolo che si basa su una tabella unica, che vale quindi per tutta Italia, aggiornata in modo periodico, di solito su base annuale. La decisione finale comunque sia spetta sempre al giudice, che può decidere di offrire un risarcimento più basso rispetto a quello previsto dalla tabella nel caso in cui la situazione non sembri poi così ben definita e nel caso in cui la compagnia assicurativa faccia leva su qualche dettaglio extra di fondamentale importanza per comprendere l’andamento dell’incidente al meglio. Il giudice può però anche decidere di offrire un risarcimento più alto, solitamente fino ad un massimo del 20%, nel caso di elementi che aggravano la situazione del soggetto che ha subito l’incidente.

danni macropermanenti sono quelli che prevedono punti di invalidità invece da 10 in su. Si tratta di lesioni di grave entità che possono rendere difficile sia il normale svolgimento delle proprie attività quotidiane che lo svolgimento della propria attività lavorativa. Per il calcolo macropermanenti quindi non è possibile quasi mai prendere in considerazione solo ed esclusivamente il danno biologico, ma anche il danno patrimoniale derivato dal mancato reddito. Non esiste in questo caso una tabella unica da poter prendere in considerazione, ma varie tabelle redatte dai tribunali di tutta Italia. Ormai però è uso comune prendere come riferimento la tabella del Tribunale di Milano. Anche in questo caso l’ultima parola spetta al giudice, che può decidere anche di aumentare il risarcimento nel caso di sofferenze particolarmente intense, di danni morali ed esistenziali, di una inabilità al lavoro davvero molto grave e simili.

Nel caso in cui abbiate subito danni micro o macro permanenti, non possiamo che consigliarvi, data la complessità dell’argomento e l’iter burocratico necessario per arrivare ad una risoluzione, di fare sempre affidamento su dei professionisti del settore, preferibilmente specializzati in infortunistica stradale, preferibilmente capaci di offrirvi il loro aiuto a titolo gratuito in attesa di essere pagati direttamente, in caso di vincita in tribunale, dalla compagnia assicurativa del responsabile dell’incidente. Vi consigliamo altresì di scegliere una realtà che sia in grado di offrirvi anche un’assistenza economica adeguata, con la possibilità di ottenere almeno una parte del risarcimento a rate prima ancora di andare in tribunale, nel caso in cui la vincita e la responsabilità siano certe, oppure di ottenere una anticipo su alcune importanti spese. Meglio ancora se fosse possibile ottenere anche un sostegno psicologico, nel caso in cui l’incidente vi abbia messo in una condizione di shock dalla quale non riuscite proprio a risollevarvi o nel caso in cui la vostra invalidità sia una condizione che non sapete come poter accettare.