La Vallée de la Marne è una meravigliosa zona della Champagne, situata proprio di fronte alla montagna di Reims. Qui è presente un sottosuolo di tipo gessoso che si trasforma in argillo-calcareo e argilloso mano a mano che si sale in superficie. Queste caratteristiche del terreno, rendono la zona di Vallée de la Marne perfetta soprattutto per la coltivazione del vitigno Meunier, che offre la possibilità di dare vita a vini fruttati, dal gusto rotondo, vini semplicemente incredibili. Ovviamente però il vitigno Meunier non è l’unico che viene coltivato in modo eccellente in questa zona della Champagne francese. Qui crescono altrettanto bene anche il Pinot Nero e lo Chardonnay, tre tipologie di vini che anzi solitamente vengono messi insieme per dare vita a champagne rinomati in tutto il mondo.

Il bello della Vallée de la Marne è che con il passare del tempo buona parte delle coltivazioni di uve presenti sul suo territorio hanno deciso di far fede ai principi della biodinamica. La coltivazione biodinamica consiste nel minimizzare l’utilizzo di sostanze chimiche e nel ridurre quanto più possibile anche l’utilizzo di macchinari, così che sia davvero possibile seguire il corso naturale degli eventi, così che sia possibile riuscire a rispettare al meglio tutte le risorse che la natura ci offre.

Ovviamente questa è una definizione grossolana di che cosa sia la biodinamica, ma già queste poche parole vi consentono di comprendere che seguendo questo tipo di coltivazione è possibile dare vita ad uve davvero genuine e portare quindi alla fine del processo anche dei vini molto genuini e salutari sulle nostre tavole. Si tratta di un modo anche per tornare un po’ indietro nel tempo, alle origini, alla riscoperta delle tradizioni del passato, di un modo per dimenticare l’eccessiva innovazione e l’eccessiva tecnologia a cui siamo stati sottoposti nel corso degli anni, che ci hanno allontanato dalla natura e da uno stile di vita semplice e sano, che invece è proprio ciò di cui tutti noi alla fine abbiamo bisogno.

Attenzione però, qualche piccola parola va spesa per quanto concerne i solfiti. Quando diciamo che si minimizza l’uso di sostanze chimiche molte persone credono che in un vino biodinamico allora non ne sia presente neanche la più piccola percentuale. Non abbiamo detto questo, abbiamo infatti utilizzato il termine minimizzare. Qualche sostanza chimica viene aggiunto ai vini biodinamici, per consentire una loro corretta conservazione, sostanze come appunto i solfiti. Anche questi comunque sono in misura davvero minima, 70 mg/l per i vini rossi, 90 mg/l per i vini bianchi e 60 mg/l per i vini frizzanti.

Tra i vini champagne realizzati con uve lavorate secondo i principi della biodinamica che risultano a nostro avviso davvero molto interessanti, dobbiamo ricordare il vino fruit passion della cantina Charlot Tanneaux. Questo è vino è composto per il 65% da Pinot Meunier, per il 30% da Pinot Nero e per il 15% da Chardonnay. È vinificato in botti di rovere e affinato sui lieviti per un minimo di 36 mesi. Il suo è un aroma fruttato, floreale e minerale, per un vino che risulta perfetto per il momento dell’aperitivo, per accompagnare i buffet a cui ormai tutti siamo più che abituati, diventati in Italia una vera e propria istituzione, qualcosa di cui nessuno può più fare a meno. Ma questo vino non è adatto solo per il momento dell’aperitivo, è perfetto anche durante il pasto, per accompagnare sia la carne rossa che la carne bianca, ingredienti molto diffusi nella cucina tipica italiana.